|
|
MEUCCI NEWS & EVENTS |
Ségou ARCANGELO
Titolo
|
 |
inaugurazione: 13 maggio ore 18:30 opening: May
13 at 6:30 p.m
fino al: 3 luglio 2010 untill: July 3,
2010
catalogo: testo di Flaminio Gualdoni catalogue: text by Flaminio
Gualdoni MM 1 linea rossa, fermata Porta
Venezia passante ferroviario Porta Venezia tram: n° 9, 29, 30, 5,
11
MM 1 red line, Porta Venezia stop Porta Venezia train
station tram: n° 9, 29, 30, 5, 11
Ufficio stampa Emanuela Filippi- Eventi e Comunicazione + 39 02
45479017- +39 3924150276 eventiecomunicazione@gmail.com | |
|
|
PAUL JENKINS La coscienza del tempo
Catalogo a cura di Mauro Stefanini, con la collaborazione dell’artista e Suzanne
Donnelly Jenkins Testo critico di Beatrice Buscaroli
A distanza di
dieci anni dalla prima grande rassegna monografica pubblica italiana, ospitata a
Vicenza nel 2000 alla Basilica Palladiana, l’americano Paul Jenkins, uno dei
maggiori pittori contemporanei viventi, torna in Italia con una importante
mostra personale curata da Mauro Stefanini con il patrocinio del Comune di
Prato.
Per la mostra, aperta dal 8 maggio 2010, è prevista una doppia
sede: - Palazzo Pacchiani , palazzo del XVIII secolo nel centro di Prato,
cortesemente messo a disposizione dal Comune di Prato - Galleria Open Art -
sede
Dopo il fondamentale viaggio compiuto in Italia nel 1953, quando
l’artista rimase illuminato dalla conoscenza di Pompei, e di Taormina in
Sicilia, Jenkins ritorna nel nostro paese per questa mostra personale, con una
selezione di dipinti dagli anni ’50 fino alle opere più recenti. Phenomena
Heaven Shield 1966 acrylic on canvas 97x162 cm.
Nato a Kansas City,
Missouri, nel 1923, Jenkins si è formato presso l’Art Student League di New
York, in particolare con il pittore Yasuo Kuniyoshi. Accostatosi al fervore
dell’espressionismo astratto americano, assiduo amico di Jackson Pollock e
attento all’opera di Mark Rothko, Jenkins maturò il suo stile, unico e
riconoscibile, in più di mezzo secolo di attività, dopo l’esperienza europea. La
prima mostra a Parigi fu nel 1954, allo studio Facchetti e quella a New York,
nel 1956, alla Galleria Martha Jackson. Ispirato dalla forza primordiale del
colore e al suo stendersi sulla tela bianca, l’artista accosta la naturalezza
del gesto espressionista alla misura europea della storia e della tradizione,
cercando una risoluzione all’interno di una feconda e iniziale contraddizione di
opposti. Mediata dalla conoscenza e dalla continua frequentazione della
cultura orientale, la pittura di Jenkins si pone come unica e assoluta
meditazione in equilibrio tra natura e storia, presente e passato, istinto e
ragione.
|
|
|
|
| |
|
| |
|
|